Giacenza media isee

Scritto da Emanuele Tolomei. Pubblicato in . 1 commento
Giacenza media isee

Sapere come fare per avere la giacenza media annua ai fini ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è fondamentale qualora tu possegga un conto corrente bancario/postale, un libretto postale, una PostePay, PayPal e quant’altro, specialmente nella circostanza in cui tu sia seriamente intenzionato ad ottenere agevolazioni fiscali ad hoc, in rapporto al tuo reddito.

Scopo primario di questo articolo dedicato alla giacenza media è quello di spiegarti come fare per calcolarla e la formula da applicare. Presenteremo anche un esempio concreto, in tal senso. Infine, ci soffermeremo sulle operazioni da mettere in pratica a fronte di chiusura del conto corrente o del libretto postale.

Prima di tutto, però, ecco la definizione di giacenza media.

Cos’è la giacenza media?

Trattasi della media ponderata dei saldi in rapporto ai giorni di giacenza.

Ai fini del calcolo ISEE, occorre tenere in considerazione, oltre ai redditi annui e agli immobili di proprietà, anche i soldi avuti sul conto corrente bancario/postale, sul libretto postale e sulla PostePay. Si parla di media, perché se ad esempio per i primi mesi hai avuto in giacenza 10.000 euro e per i restanti 6 ne hai avuti 18.000, occorre calcolare la media giornaliera.

Come calcolare la giacenza media?

Il processo che porta al calcolo della giacenza media parte dal prendere in esame l’estratto conto annuale e nel trovare le giacenze, indicate generalmente come numeri creditori. Qualora il tuo conto sia dotato di e-banking, procedi al download dell’estratto conto. In caso contrario, ti viene spedito a casa.

A questo punto, prendi le giacenze di ogni singolo giorno dell’anno e sommale. Il numero ottenuto va diviso per il numero dei giorni annui, vale a dire 365 o 366 in caso di anno bisestile.

Formula calcolo giacenze medie

In termini matematici, la formula per calcolare la giacenza media annua è la suddetta:

∑(singole giacenze X giorni di giacenza) / giorni dell’anno

H2 Esempio concreto relativo al calcolo della giacenza media annua H2

Premettiamo che se prelevi soldi diverse volte alla settimana, è normale che il calcolo della giacenza media annua, necessiterà di tutta una serie di calcoli che, però, data la formula, elaborati non lo sono di sicuro.

Per semplificare le cose, supponiamo che per i primi 3 mesi, sul tuo conto ci siano 10.000 euro, per gli altri 3 ben 15.000, 18.000 per il terzo trimestre e 20.000 euro per l’ultimo quarto.

Come calcolare la giacenza media, in base alla formula presentata?

Nel primo trimestre di un anno non bisestile, si contano 90 giorni. Nel secondo trimestre dello stesso anno, di giorni se ne contano 91.

Nel terzo trimestre, vi sono 92 giorni. Infine, nell’ultimo 92 giorni.

Numeri alla mano, la formula sarà la seguente.

[(10.000 x 90) + (15.000 x 91) + (18.000 x 92) + (20.000 x 92)] / 365

= [(900.000) + (1.365.000) + (1.656.000) + (1.840.000) ] / 365

=[5.761.000] / 365 = 15.784 euro

Risultato? LA giacenza media annua corrisponderà a 15.784 euro.

In realtà, non ti servono calcoli

Ad onor del vero, i calcoli non ti servono. Abbiamo voluto presentarli, per spiegarti in concreto come si calcola la giacenza media annua ai fini ISEE. Tuttavia, onde evitare di farti perdere tempo e di cadere in eventuali errori di calcolo, l’istituto bancario ti semplifica la vita, fornendoti la giacenza media annua direttamente all’interno di un’apposita sezione dell’estratto conto. Basta cliccarci su nel caso in cui tu abbia l’e-banking o leggere il numero nel documento cartaceo, ed il gioco è fatto. Semplice, vero?

Come procedere se il conto corrente viene chiuso?

Nel momento in cui devi procedere alla compilazione del modello ISEE, ma il conto corrente è stato chiuso prima del 31 dicembre, sei in ogni caso tenuto ad indicarne la giacenza media.

Dove puoi reperire la giacenza media dell’ultimo estratto conto che magari non riesci più a trovare?

Devi richiederlo alla banca, meglio se insieme all’IBAN e alla data di chiusura del conto corrente. Anche a fronte di una sua chiusura, il tuo istituto di credito di fiducia ha l’obbligo di darti questi dati.

Conclusioni

Grazie alla riforma ISEE, l’Agenzia delle Entrate viene informata su quanti soldi ci sono sul tuo conto corrente, inclusi i risparmi, gli investimenti azionari, obbligazionari, sulle polizze e sui titoli di stato. Non solo quindi, le informazioni circa i redditi, i beni immobiliari e i possedimenti.

A queste informazioni, comunque, l’Agenzia delle Entrate poteva già avere accesso, a seguito dell’abolizione del segreto bancario: gli istituti di credito, infatti, hanno l’obbligo di inviare all’Agenzia delle Entrate il saldo annuale del conto dei loro correntisti.


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